Linguaggio

Oggi riflettevo sul linguaggio. Quello quotidiano, informale. Pensavo a quanto si sia accorciato nei vocaboli e quanto si sia invece allungato nella quantità dei flussi di coscienza. Vuoti. Siamo diventati maestri nel parlare sempre di noi stessi, senza dire nulla. Continuiamo a giocare i nostri giochi di parole, addrestrandoci a parlare come in una palestra, senza però spogliarci mai. Ci compiacciamo giudicando e esprimendo emozioni già passate, morte dentro di noi. Parliamo troppo e sentiamo in differita. Ci scambiamo discorsi anonimi fra cadaveri, insopportabili e rumorosi. Noi non comunichiamo mai.

G.D.

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Io

Io sono ciò che manca dal mondo in cui vivo, colui che tra tutti non incontrerò mai.
Ruotando su me stesso ora coincido con ciò che mi è sottratto.
Io sono la mia eclissi, la contumacia e la malinconia, l’oggetto geometrico di cui per sempre dovrò fare a meno.

G. D.